Mercurio è il pianeta più interno del Sistema Solare e, per molti versi, il più estremo tra i mondi rocciosi. Spesso trascurato a favore di Marte o Venere, Mercurio nasconde segreti fondamentali sulla formazione planetaria. Nonostante sia immerso nel bagliore rovente del Sole, possiede depositi di ghiaccio d'acqua eterno nei crateri polari perennemente in ombra. È un mondo di contrasti termici violenti: la superficie esposta raggiunge i 430°C, sufficienti a fondere il piombo, mentre il lato notturno precipita a -180°C.
La superficie di Mercurio ricorda quella della Luna: grigia, polverosa e pesantemente craterizzata. Tuttavia, possiede caratteristiche uniche chiamate Rupes (scarpate). Queste enormi falesie, alte fino a 3 km e lunghe centinaia, sono cicatrici tettoniche. Si sono formate perché il pianeta si sta restringendo. Mentre il gigantesco nucleo di ferro si raffredda, si contrae, e la crosta sovrastante, non potendo rimpicciolirsi, si frattura e si accavalla su se stessa. Mercurio è l'unico pianeta tettonicamente attivo nel senso di "contrazione globale".
A causa dell'estrema eccentricità della sua orbita ($e=0.21$), Mercurio è bloccato in una risonanza spin-orbita unica. Non mostra sempre la stessa faccia al Sole (come la Luna con la Terra), ma ruota esattamente 3 volte sul suo asse ogni 2 rivoluzioni attorno al Sole. Questo crea un giorno solare (dall'alba all'alba successiva) che dura 176 giorni terrestri, ovvero due anni mercuriani.
Mercurio è un'anomalia di densità. È il secondo pianeta più denso dopo la Terra, ma essendo molto più piccolo, la sua densità non è dovuta alla compressione gravitazionale, ma alla composizione. Il suo nucleo metallico è enorme, occupando circa l'85% del raggio del pianeta (rispetto al 55% della Terra). Si ipotizza che un gigantesco impatto primordiale (teoria del "Hit-and-Run") abbia strappato via gran parte del mantello roccioso originale, lasciando dietro di sé un nucleo nudo con una sottile pelle di roccia.
Sorprendentemente, Mercurio possiede un campo magnetico globale, sebbene debole (1% di quello terrestre). Questo suggerisce che parte del suo nucleo sia ancora liquido e in convezione (effetto dinamo). Il campo interagisce con il vento solare creando complessi "tornado magnetici" che incanalano il plasma solare verso la superficie, erodendola e rilasciando atomi (Sodio, Calcio) che formano una tenue esosfera e una lunga coda simile a quella di una cometa.
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