Venere è un avvertimento planetario. Se la Terra è il "paradiso" della zona abitabile, Venere è l'inferno. Simile alla Terra per dimensioni, massa e composizione, ha seguito un percorso evolutivo catastrofico. Un effetto serra fuori controllo ha trasformato quella che forse era un'oasi con oceani in un forno pressurizzato. La superficie è avvolta perpetuamente da nubi di acido solforico che riflettono la luce solare, rendendo Venere il pianeta più luminoso del cielo ("Lucifero", il portatore di luce).
L'atmosfera è composta per il 96.5% da anidride carbonica. Al livello del suolo, la pressione è di 92 atmosfere, equivalente a trovarsi a 1 km di profondità negli oceani terrestri. Questa densa coltre intrappola il calore infrarosso, mantenendo una temperatura uniforme di circa 465°C, sufficiente a fondere il piombo. Non c'è differenza significativa di temperatura tra giorno e notte o tra equatore e poli. Piove acido solforico, ma le temperature sono così alte che le gocce evaporano prima di toccare il suolo (fenomeno della virga).
Venere ruota su se stessa molto lentamente (un giorno dura più di un anno) e in senso orario (retrogrado, opposto a tutti gli altri pianeti). Tuttavia, la sua atmosfera superiore sfreccia a velocità incredibili. Venti a 360 km/h compiono un giro completo del pianeta in soli 4 giorni terrestri. Questo fenomeno, in cui l'atmosfera ruota 60 volte più veloce della superficie solida, è chiamato Super-rotazione ed è guidato dal momento termico solare.
Venere ha più vulcani di qualsiasi altro pianeta del sistema solare. La sua superficie è giovane (circa 300-600 milioni di anni), suggerendo che un evento catastrofico di "rifacimento globale" (resurfacing) abbia sepolto la crosta antica sotto fiumi di lava. Recenti studi basati sui dati della sonda Magellano hanno individuato evidenze di vulcanismo attivo: canali di lava che si sono modificati nell'arco di pochi anni.
Venere è l'unico pianeta su cui abbiamo fatto atterrare sonde che hanno inviato foto dalla superficie, un'impresa titanica realizzata dal programma sovietico Venera. Le sonde Venera 13 e 14 (1982) resistettero solo un paio d'ore alle condizioni infernali prima di fondersi e schiacciarsi, ma ci regalarono le uniche immagini a colori del suolo venusiano: un paesaggio di lastre di basalto arancioni sotto un cielo giallo oppressivo.
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